mercoledì 13 febbraio 2019

Giovanna d'Arco


Mi presento, sono Giovanna D’Arco e sono nata il 6 Gennaio 1412 da una famiglia di poveri contadini.
All’età di 17 anni, sento come il bisogno di dover guidare l’esercito francese alla vittoria contro la “guerra dei Cent’Anni”, tramite il messaggio di un angelo mandato da Dio. Ovviamente sono molto emozionata e spaventata, ma ciò nonostante decido di parlare con Carlo VII, il quale, esitante, mi concede di guidare l’esercito francese.  Esco vittoriosa dalla battaglia tra Maggio e Luglio. Proprio il 7 Luglio viene consacrato Re Carlo VII.
L’8 Settembre, organizzo, invano, un’azione sotto le mura di Parigi, dove vengo ferita da una freccia nemica; io continuo a combattere, ma dopo qualche istante vengo costretta dai capitani a ritirarmi. Ovviamente io non mi arrendo; nella primavera del 1430 voglio difendere il mio popolo dagli anglo-borgognoni, ma cado in un’imboscata e quindi subisco l’umiliazione di essere stata catturata e, di conseguenza, consegnata a Giovanni di Lussemburgo, il quale mi cede successivamente come bottino di guerra agli Inglesi.
Penserete voi: “Verrai liberata dal tuo Re!”; questo lo pensavo anch’io, fin quando non arrivò il giorno fatale, il mio giorno, il giorno della mia morte..
Vengo rinchiusa in carcere dove passo dei giorni che posso definire come infernali e, come se non bastasse, vengo accusata di eresia. Direte voi: “Dov’è il punto?”; il punto è proprio questo; l’eresia, ai miei tempi, veniva combattuta in un unico modo: il rogo. Ricordo ancora che mentre il mio corpo veniva lentamente avvolto dalle fiamme ardenti, in fin di vita, gridai per sei volte “Gesù!”. Ormai ero morta, morta dentro e fuori; e sapete poi cos’è successo? Proprio coloro che mi avevano accusato e bruciata viva, hanno gridato al vento: “Siamo tutti perduti! Abbiamo bruciato una santa!”; divertente no?
La mia storia si conclude qui, e posso però esser fiera di quello che ho fatto per il mio popolo e di quello che sono diventata: una musa ispiratrice.


Realizzato da Elisa A.

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