Mi presento, sono Giovanna D’Arco e
sono nata il 6 Gennaio 1412 da una famiglia di poveri contadini.
All’età di 17 anni, sento come il
bisogno di dover guidare l’esercito francese alla vittoria contro la “guerra
dei Cent’Anni”, tramite il messaggio di un angelo mandato da Dio. Ovviamente
sono molto emozionata e spaventata, ma ciò nonostante decido di parlare con
Carlo VII, il quale, esitante, mi concede di guidare l’esercito francese. Esco vittoriosa dalla battaglia tra Maggio e
Luglio. Proprio il 7 Luglio viene consacrato Re Carlo VII.
L’8 Settembre, organizzo, invano, un’azione
sotto le mura di Parigi, dove vengo ferita da una freccia nemica; io continuo a
combattere, ma dopo qualche istante vengo costretta dai capitani a ritirarmi.
Ovviamente io non mi arrendo; nella primavera del 1430 voglio difendere il mio
popolo dagli anglo-borgognoni, ma cado in un’imboscata e quindi subisco
l’umiliazione di essere stata catturata e, di conseguenza, consegnata a
Giovanni di Lussemburgo, il quale mi cede successivamente come bottino di
guerra agli Inglesi.
Penserete voi: “Verrai liberata dal
tuo Re!”; questo lo pensavo anch’io, fin quando non arrivò il giorno fatale, il
mio giorno, il giorno della mia morte..
Vengo rinchiusa in carcere dove
passo dei giorni che posso definire come infernali e, come se non bastasse,
vengo accusata di eresia. Direte voi: “Dov’è il punto?”; il punto è proprio
questo; l’eresia, ai miei tempi, veniva combattuta in un unico modo: il rogo.
Ricordo ancora che mentre il mio corpo veniva lentamente avvolto dalle fiamme
ardenti, in fin di vita, gridai per sei volte “Gesù!”. Ormai ero morta, morta
dentro e fuori; e sapete poi cos’è successo? Proprio coloro che mi avevano
accusato e bruciata viva, hanno gridato al vento: “Siamo tutti perduti! Abbiamo
bruciato una santa!”; divertente no?
La mia storia si conclude qui, e
posso però esser fiera di quello che ho fatto per il mio popolo e di quello che
sono diventata: una musa ispiratrice.

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