martedì 22 ottobre 2019

Liliana Segre





Ciao a tutti,sono Liliana Segre, vengo da una famiglia di Ebrei e sono vissuta con mio padre Alberto. Ebbi la consapevolezza di essere Ebrea attraverso il dramma delle leggi razziali.
Quindi mio padre mi nascose presso dei suoi amici dopo l'intensificazione della persecuzione
degli Ebrei italiani. Il 10 dicembre 1943 provai a fuggire con i miei cugini e mio padre a Lugano in Svizzera, ma venni fermata e il giorno dopo mi arrestarono a Varese, poi ci trasferirono a Como e consecutivamente a Milano per 40 giorni. Il 30 gennaio 1944 mi portarono al binario 21 per arrivare ad Auschwitz, che raggiunsi dopo 7 giorni. Appena arrivati mi separarono subito da mio padre che venne ucciso dopo un giorno, qualche giorno dopo mi fecero lavorare ai lavori forzati. Il 26 gennaio 1945 affrontai la marcia della morte in Germania ma poi fui liberata dall'Armata Rossa il 1 maggio 1945. Per molto tempo non ho mai voluto parlare pubblicamente della mia esperienza nei campi di sterminio. Sono tornata ad una vita normale ma non è stato facile.Dopo l'inferno, dove mi sono dovuta adeguare ad un mondo superficiale, non ho voluto ricordare certe cose. Solo ultimamente ho partecipato ad incontri o documentari per parlare del periodo della guerra. Mi sono laureata, ho ricevuto anche dei premi per mantenere viva la voce di chi ha sofferto veramente.Nel 2018 precisamente il 19 gennaio, il Presidente della Repubblica mi ha nominata Senatrice a Vita. A distanza di 80 anni dall'emanazione delle leggi razziali fasciste sono stata solamente la quarta donna a ricevere questo onore. Lotterò sempre contro l'intolleranza,il razzismo e all'istigazione all'odio ed alla violenza.

Mattia B.

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