martedì 22 ottobre 2019

Saffo




Vorrei parlare di una donna che ha dato un contributo importante alla storia femminile: la poetessa greca Saffo.
Era di famiglia aristocratica, ma a causa delle lotte politiche tra i vari tiranni che allora si contendevano il dominio dell’isola dove viveva, fu esiliata con la sua famiglia in Sicilia. Poi ritornò a Ereso dove fu direttrice e insegnante di un tiaso, un collegio in cui veniva curata l'educazione di giovani fanciulle di famiglia nobile. La società aristocratica di allora richiedeva che le fanciulle avessero determinati valori come: l'amore, la delicatezza, la grazia, il canto, l'eleganza.
Fin dall’antichità Saffo fu ammirata per la sua maestria. Compose poesia “melica”, cioè testi poetici che venivano accompagnati dalla musica.
Dei suoi scritti è rimasto pochissimo, una sola poesia completa (Inno ad Afrodite), un’altra priva della conclusione e 212 frammenti brevi.
Nell’Inno ad Afrodite, Saffo si rivolge alla dea Afrodite chiedendole di esserle alleata riguardo a un amore non corrisposto.

INNO AD AFRODITE
Immortale Afrodite trono adorno,
figlia di Zeus, che trami inganni, ti invoco:  
non mi abbattere l’animo con pene,
grande signora, ma giungi qua, se già in altro tempo
 ascoltando il mio grido lontano,  
giù dalla casa d’oro di tuo padre
presto giungesti,
 aggiogato il tuo carro, e ti portavano 
passeri belli sull’oscura terra,  
fitto battito d’ali giù dal cielo,
velocemente.  
Giunsero presto, e tu, beata dea,  
sorridendo col tuo volto immortale,  
mi domandasti perché soffrivo
 perché chiamavo,  
e che cosa di più desideravo
nel mio delirio. “Chi devo piegarti  
perché ti ami? Saffo, chi ti fa ancora torto?  
E se ti fugge presto ti inseguirà,
se non vuol doni, presto donerà e se non t’ama, presto t’amerà,
contro se stessa”.
Ritorna ancora a me, 
toglimi il peso di sofferenza;  
e ciò che il desiderio vuole compiuto, compilo;  
e sii ancora la mia alleata.

I valori che Saffo mette al primo posto appartengono ad un modo femminile di interpretare la vita umana. Lei non invoca divinità maschili, ma solo Afrodite che è bellezza e amore. Nelle sue poesie non esalta guerrieri o descrive battaglie. Il coraggio e la forza fisica sono contrastati dall’energia dell’amore. Secondo me, possiamo considerare Saffo come una pacifista.
La sua poesia ha attraversato i secoli. L’interprete più famoso della leggenda di Saffo fu Giacomo Leopardi che si identifica in lei nella poesia L’ultimo canto di Saffo.
Elena Sofia S.

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