Artemisia
Gentileschi
Mi
presento, mi chiamo Artemisia
Lomi Gentileschi, sono una pittrice italiana dalla forte
.personalità.
Nasco a Roma l'8 luglio del 1593. Sono figlia di Prudenza Montone e
del pittore pisano Orazio Gentileschi, dal quale eredito la passione
per la pittura e un ferreo rigore disegnativo . Sono la prima di sei
figli tutti maschi.
Sebbene
nel '600 l'arte pittorica sia ancora appannaggio quasi esclusivo
degli uomini, io fin da piccola riesco ad apprendere, presso la
bottega di mio padre , le tecniche pittoriche basilari, imparando a
disegnare, ad impastare i colori e a dar lucentezza ai dipinti. Mi è
stata negata la possibilità di entrare all'Accademia di Roma (ove le
donne sono escluse),ma nonostante tutto l'esperienza maturata nella
bottega di mio padre ha rappresentato per me una chance per
esercitare la mia arte. Ho appreso quanto più possibile sulla
pittura e nello stesso tempo osservo all'opera maestri come
Caravaggio.
Nel
1611 mio padre decide di affidare la mia istruzione artistica ad un
suo collega, maestro di prospettiva ,di nome Agostino Tassi, il
quale ha abusato di me . Ancora adolescente mi sono fatta coraggio e
ho denunciato quello che mi era accaduto.
Dal
processo il Tassi esce praticamente indenne, mentre io e la mia
famiglia abbiamo subito pesanti condanne morali, oltre alla crudeltà
dei metodi inquisitori del Tribunale, infatti accetto di testimoniare
sotto tortura,
Il
29 novembre del 1612, nonostante la mia reputazione sia ormai
compromessa, mio padre riesce a combinare un matrimonio con l'artista
fiorentino Pierantonio Stiattesi che determina
il mio trasferimento a Firenze.
Nel
1621 vado a Genova per un breve periodo, poi torno a Roma come donna
indipendente, mi allontano da mio marito, e porto con me mia
figlia.
Dopo Roma mi trasferisco a Venezia, tra il 1627 e il 1630, alla ricerca di nuove commissioni e successivamente mi trasferisco a Napoli, dove rimango definitivamente fino alla mia morte nel 1654
Dopo Roma mi trasferisco a Venezia, tra il 1627 e il 1630, alla ricerca di nuove commissioni e successivamente mi trasferisco a Napoli, dove rimango definitivamente fino alla mia morte nel 1654
Artista
spesso sottovalutata Artemisia viene riscoperta per merito degli
studi femministi , infatti la sua forza interiore, il suo linguaggio
pittorico, nonché gli aspetti drammatici della sua vita, e il suo
coraggio nell’affrontarli, ne hanno fatto un
simbolo del femminismo internazionale.

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